Archivio per il 'GNU/Linux'Categoria

VMware Server 2.0.1 su Ubuntu 9.04 64 bit

Ottobre 9, 2009

N.B. Questa guida è per VMware Server versione 2.0.1 – 156745 su Ubuntu 9.04 64 bit

Prima di tutto scarichiamo VMware da qui (occorre registrazione gratuita). In dettaglio dobbiamo scaricare i seguenti pacchetti:

1) VMware Server 2 for Linux Operating Systems 64-bit version (TAR image)

2) 64-bit VIX API 1.6 for Linux (TAR image)

Salviamoli nella nostra home utente.

Installiamo i pacchetti necessari:

sudo apt-get install build-essential linux-headers-`uname -r` && sudo apt-get install make && sudo apt-get install gcc

E’ necessaria una patch che possiamo scaricare da qui (richiede registrazione gratuita) salvandola sempre nella home utente.

Scompattiamo l’archivio TAR di WMware:

tar zxvf VMware-server-2.0.1-156745.x86_64.tar.gz

Spostiamoci nella cartella scompattata:

cd vmware-server-distrib

Applichiamo la patch:

sudo patch ./bin/vmware-config.pl ~/vmware-config.pl.patch.txt

Infine installiamo VMware Server:

sudo ./vmware-install.pl

Rispondiamo “si” a tutte le domande, se avete esigenze diverse potete personalizzare il percorso delle macchine virtuali e i tipi di connessione (Bridget, Nat, Host-only), in generale lasciare tutto di default va benissimo.

Quando richiesto, inserire il codice che appare in cima alla pagina di download di VMware.

NON dimenticate di aggiungere il vostro utente Linux come amministratore per VMware, quando viene richiesto dal setup.

Fatto. Per accedere all’interfaccia web di VMware:

http://localhost:8222/

Connessione cifrata (se appare il messaggio di certificato non sicuro ignoratelo e aggiungete pure l’eccezione in Firefox):

https://localhost:8333/

Buona virtualizzazione ;)

Fonte: https://help.ubuntu.com/community/VMware/Server

Usare Linux per rimuovere virus su Windows

Settembre 19, 2009

Quando avete un sistema Windows che a causa di virus non si avvia oppure non è stabile, impedendo così l’esecuzione di scansioni antivirus, è possibile appoggiarsi a Linux per eseguire una approfondita scansione antivirus con clamav¹.

Ad esempio ho sottomano un XP HE SP1 che si riavvia da solo, e non per problemi hardware, rendendo impossibile accedere al sistema per più di qualche decina di secondi alla volta.

Alla fine ho deciso di avviare quel pc con una linux live (knoppix) e copiare tutto il disco C su un hard disk esterno, che ho poi collegato a un pc Linux (in effetti vi ho riversato il backup), eseguendo infine:

acp@mantra:~$ sudo clamscan -ri /home/acp/clienti/backup_clienti/backup_consam

…e i risultati sono stati…. “positivi” :-)

/home/acp/clienti/backup_clienti/backup_consam/WINDOWS/system32/hjgruiqofybwwo.dll: Trojan.Buzus-5500 FOUND
/home/acp/clienti/backup_clienti/backup_consam/Documents and Settings/nunzio/Impostazioni locali/Apps/2.0/R4QPG9Q3.3EN/ADK8OYP5.GJH/netv..tion_6cb8f1ea2755b88d_0002.0000_62daaaf1b7720d4c/NETVISION.exe: Dialer-742 FOUND (ecc…)

¹ al link info per l’installazione e l’aggiornamento di clamav

Google Earth e l’errore 29

Settembre 10, 2009

Avete appena installato Google Earth ma all’avvio del programma appare un certo errore 29.

La soluzione è installare il pacchetto lib32nss-mdns

sudo apt-get install lib32nss-mdns

Cercare file per nome o per estensione via terminale

Settembre 10, 2009

Con il comando find è possibile eseguire ricerche sui file da terminale.

per nome

find / -name curriculum.doc

cercherà il file curriculum.doc in tutto il filesystem visto che come path si è inserito / (root)

per estensione

find /home/nome_utente/music -name *.pls

cercherà i file .pls (playlist) nella cartella musica dell’utente (percorso che si può abbreviare con ~/music, in pratica ~/ equivale a /home/nome_utente)

ovviamente con find è possibile fare un mucchio di altre cose, ad esempio cercare file in base alla grandezza con l’ozpione -size

maggiore di X

find / -size +1G

cercherà tutti i file con dimensione superiore a 1Gb in tutto il filesystem

Le convenzioni per l’opzione -size sono: b (blocchi da 512 byte), c (byte), k (kilobyte), M (megabyte), G (gigabyte)

Stasera per esempio non trovando più il mio preziosissimo file di testo appunti_linux.odt mi è bastato dare
find ~/ -name *linux*
per ritrovarlo all’istante

Ovviamente find è molto più potente e flessibile di qualsiasi interfaccia grafica (e di quanto descritto qui) per cui imparare a usarlo può essere molto utile ;)

Unison: backup progressivi in maniera facile

Giugno 30, 2009

Con un sistema GNU/Linux esistono molti modi per eseguire backup personalizzabili fin nei minimi dettagli, solitamente si tratta di una struttura creata dall’utente e composta per esempio da rsync lanciato attraverso uno script inserito in cron.

Tutto ciò è però decisamente più complicato di quanto sto per proporre.

Unison è infatti un tool multipiattaforma che, oltre a essere disponibile per i maggiori sistemi operativi (GNU/Linux, Mac OS X, Windows), permette di fatto la sincronizzazione tra, ad esempio, un desktop con XP e un laptop con Ubuntu, il tutto attraverso una comoda interfaccia grafica.

Per installare Unison è sufficiente eseguire da terminale il seguente comando

sudo apt-get install unison unison-gtk

Una volta terminata l’installazione possiamo avviare Unison digitando unison nel terminale oppure lo troviamo in Applications -> Accessories -> Unison

Al primo avvio troviamo un profilo già creato, chiamato “default”, possiamo utilizzare quello e al limite rinominarlo in seguito.

Clicchiamo su OK, ci verrà chiesto di inserire la directory di origine, inseriamola scrivendo il percorso a mano se lo ricordiamo, oppure utilizzando il pulsante “Browse”.

Clicchiamo su OK e ci verrà chiesto di inserire la directory di destinazione.

Ricordo che un backup ha senso solo se eseguito su un supporto diverso da quello di origine.

Se per esempio abbiamo solo un hard disk, è inutile eseguire il backup di una partizione dentro l’altra: in caso di rottura del disco perderemmo entrambe, con tutto quello che contengono.

Cliccando successivamente su OK parte il backup, Unison esegue una scansione della directory di origine e confronta il risultato con il contenuto della directory di destinazione

Un classico esempio è di eseguire il backup della propria directory home, ma se come me non vi interessa eseguire il backup delle directory dei programmi installati, possiamo escluderle tutte con una semplice riga di testo, visto che cominciano tutte con “.”

Apriamo la nostra directory home, premiamo la combinazione di tasti ctrl+h per attivare la visualizzazione dei file nascosti e entriamo nella cartella .unison.

Ogni profilo di backup in Unison viene gestito da un file con estensione .prf, per cui avremo un file chiamato default.prf.

Apriamolo con l’editor di testo gedit e aggiungiamo la seguente riga

ignore = Path {.*}

Questo escluderà dal backup ogni directory e file che inizi con “.”

Adesso chiudiamo Unison e riavviamolo, lanciamo il backup e una volta terminato apparirà la lista degli eventuali file da sincronizzare.

Un click su GO e la sincronizzazione ha inizio.

Per approfondimenti su Unison consiglio di visitare il sito ufficiale.

Installare Skype su Ubuntu 9.04 Jaunty 64 Bit

Giugno 12, 2009

skype

Per prima cosa occorre scaricare Skype.

Poi si installano i pacchetti necessari:

sudo apt-get install ia32-libs libqt4-core libqt4-gui

Infine si installa Skype:

sudo dpkg -i --force-architecture skype-debian_2.0.0.72-1_i386.deb

(N.B.: scrivere il corretto numero di versione dopo skype_debian_)

via: WebUpd8

**aggiornamento**

è stato finalmente rilasciato Skype per Ubuntu 64 Bit, lo potete scaricare da qui e installare con un semplice doppio click sul .deb

non occorre rimuovere la versione di Skype precedentemente installata, che verrà automaticamente sostituita

Semplice script per backup sincroni con rsync

Giugno 6, 2009

Per prima cosa creiamo la directory che ospiterà il backup:

(un backup ha senso se fatto su un disco differente, se lo facciamo su una partizione dello stesso disco che ospita i file originali in caso di rottura dello stesso perdiamo anche il backup)

mkdir /percorso/directory

Adesso creiamo lo script:

gedit nome_dello_script.sh

Nel file vuoto inseriamo il testo seguente:

#!/bin/sh

echo "ESECUZIONE BACKUP NOME_CARTELLA"

ls /percorso/della/cartella

rsync -vurt --progress --delete /percorso/della/cartella/ /percorso/del/backup/

echo "BACKUP NOME_CARTELLA COMPLETATO!"

Salviamo il file (io ho una directory 'script' nella mia home utente) e rendiamolo eseguibile:

chmod 755 nome_dello_script.sh

Infine lanciamolo con:

./nome_dello_script.sh

E' possibile inserire più di un percorso nello script, per sincronizzare più directory.

Per eseguire backup a intervalli regolari possiamo inserire lo script in cron.

Nota: per un corretto funzionamento si consiglia di NON usare partizioni FAT o NTSF

ATTENZIONE: il backup è sincrono: i file eliminati dalla directory
originale verranno rimossi anche nella destinazione!
eliminare l'opzione --delete dallo script per eseguire un backup
asincrono

per approfondimenti su rsync: digitare man rsync nel terminale

Red Hat denuncia la Svizzera per il monopolio Microsoft

Maggio 26, 2009

Red Hat, insieme a altre 17 aziende del settore, denuncia la Svizzera a causa di un appalto concesso a Microsoft. La fornitura sarebbe stata assegnata senza gara pubblica.

Articolo originale

Limitare la banda di wget

Maggio 11, 2009

Il comando wget serve a scaricare file dalla rete, con la seguente sintassi:

wget www.miosito.org/file.tar.gz

In questo caso l’archivio file.tar.gz viene scaricato nella home utente che ha eseguito wget da terminale.

wget è abbastanza potente, è possibile per esempio aggiungere l’opzione -c (–continue) per riprendere successivamente download eventualmente interrotti (a chi non è mai capitato che il download di un grosso file si interrompesse a metà dell’opera?) che unitamente all’opzione --limit-rate rende wget un valido download manager integrato, permettendo di avere il controllo sulla banda usata, potendo tranquillamente interrompere il download senza perdere la parte del file già acquisita

Questa la sintassi:

wget -c --limit-rate=256k www.miosito.org/miofile.avi

Si scaricherà così il file video miofile.avi dal sito miosito.org nella home dell’utente che ha eseguito wget, il limite di banda sarà di 256Kb/s, e se per qualche motivo il download venisse interrotto si potrà riprendere in qualsiasi momento dallo stesso esatto punto (a patto ovviamente di non spostare/cancellare/rinominare il file parziale sul nostro hd).

Per --limit-rate è bene sapere che inserendo solo un valore numerico significa bytes, valore numerico + k significa Kb, valore + m significa Mb.

Per approfondimenti: man wget

Come interpretare alcuni “warning” di rkhunter

Febbraio 11, 2009

rkhunter è uno strumento on demand con funzioni di anti rootkit, backdoor e exploit.

Si installa con

sudo apt-get install rkhunter

si aggiorna con

sudo rkhunter --update

e si lancia con

sudo rkhunter -c

rkhunter

Se durante una scansione vi capita di ricevere diversi warning provate a eseguire

sudo rkhunter --propupd

Potrebbe infatti semplicemente trattarsi di alcuni servizi che sono stati aggiornati attraverso gli update di routine della propria distro e che quindi vengono rilevati come modificati, cosa verificabile ripetendo una scansione dopo avere eseguito rkhunter con l’opzione --propupd, in assenza dei warning precedentemente segnalati possiamo quindi stare tranquilli.

rkhunter2

L’uso di uno strumento come rkhunter su una distribuzione Linux è pressoché superfluo per la maggior parte di noi, a patto ovviamente di non pasticciare con impostazioni di sistema relative alla sicurezza.

E’ comunque interessante provare a installare e eseguire rkhunter, almeno specie se come me ritenete che buona parte del fascino di Linux non risieda affatto nella grafica gradevole e più o meno usabile, o perlomeno non solo.

Per approfondimenti:

- user@machine:~$ man rkhunter

- rkhunter home page