Cercare comandi usati in precedenza

Spesso capita di voler cercare un comando eseguito in precedenza nel terminale. La bash di Linux per default memorizza 500 linee di comandi digitati, richiamabili con il comando history

acp@linux:~$ history
1  sudo apt-get update && sudo apt-get upgrade && sudo apt-get autoremove && sudo apt-get autoclean
2  sudo cp /etc/apt/sources.list /etc/apt/sources.list.old
3  sudo nano /etc/apt/sources.list
4  sudo apt-get update
5  sudo nano /etc/apt/sources.list
6  sudo apt-get update
7  wget -q http://apt.last.fm/last.fm.repo.gpg -O- | sudo apt-key add -
8  sudo nano /etc/apt/sources.list
9  sudo apt-get update
10  sudo apt-get install lastfm
11  lastfm
12  sudo apt-get install gparted
13  ls
14  cd Desktop
15  ls
16  sh GoogleHearthLinux.bin
17  sh GoogleEarthLinux.bin
18  sudo apt-get install build-essential linux-headers-`uname -r` xinetd
19  wget -c http://download3.vmware.com/software/vmserver/VMware-server-1.0.6-91891.tar.gz
eccetera…

Per visualizzare lo storico della bash una schermata alla volta abbinarlo al comando less
acp@linux:~$ history | less

Per cercare un comando specifico, magari per evitare di riscrivere una lunga sequenza, basta ricordare parte del comando
acp@linux:~$ history | grep cpufreq
174 sudo apt-get install cpufrequtils
175 cpufreq-info
176 sudo cpufreq-set -g powersave
eccetera…

Per cercare un comando specifico visualizzando una schermata alla volta
acp@linux:~$ history | grep cpufreq | less

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Velocizzare l’avvio (e non solo) di Linux

L’esempio si basa su Ubuntu 8.04 in inglese

1 ) Editare il file menu.lst

# Innanzitutto creiamo una copia del file originale, ripristinabile nel caso si commettessero errori
$ sudo cp /boot/grub/menu.lst /boot/grub/menu.lst.old

# Poi apriamo il file con nano**
$ sudo nano /boot/grub/menu.lst

# Cerchiamo questa sezione
## timeout sec
# Set a timeout, in SEC seconds, before automatically booting the default entry
# (normally the first entry defined).
timeout 3

# Impostiamo il timeout da 3 a 0
## timeout sec
# Set a timeout, in SEC seconds, before automatically booting the default entry
# (normally the first entry defined).
timeout 0

# Salviamo e usciamo. Dal prossimo avvio il sistema impiegherà 3 secondi in meno per essere operativo.

**o altro editor

2 ) Disabilitare i servizi inutili dall’avvio automatico

# Ubuntu come tutte le distro user-friendly carica tutto il necessario automaticamente, spesso però molti di questi servizi non vengono utilizzati per cui girano a vuoto appesantendo sia l’avvio che il carico del sistema.

# Per disabilitare un servizio eseguire il comando descritto qui.

# Sul desktop ho disabilitato:

bluetooth (basta la parola)
apmd (monitoraggio batterie vecchi notebook)
laptop-mode (interessa la batteria, notebook)
acpi-support (attiva i tasti FN e gestisce l’alimentazione, notebook)

# Per terminare, dal menu principale selezionare System -> Preferences -> Sessions -> Startup Programs -> deflaggare Bluetooth

# Se non usate Evolution potete deflaggare anche Evolution Alarm Notifier e deflaggate anche Print Queue Applet se non disponete di periferiche di stampa.

Queste semplici operazioni renderanno l’avvio più scattante senza alcun rischio per la stabilità del sistema. Per disabilitare i servizi si può anche utilizzare BUM (Boot Up Manager)
$ sudo apt-get install bum
Il mio consiglio è di imparare prima a fare le cose da terminale e poi eventualmente passare alle interfacce grafiche.

San Francisco bloccata da un dipendente comunale

In disaccordo con i superiori e in aria di licenziamento Terry Childs, un dipendente del comune di San Francisco, ha scelto come rivalsa quella di azzerare tutte le password per accedere al sistema informatico Fibre Wide Area Network che gestisce le email dei funzionari comunali, i database delle forze dell’ordine comunali e le buste paga.

Tutte, tranne la sua. Che non intende rivelare, per ora neanche di fronte alla pena di 7 anni che rischia di vedersi affibbiata al processo.

Via: Punto Informatico

Linux bash – lanciare una sequenza di comandi

Per eseguire una serie di comandi uno dopo l’altro basta separarli con:

&&

Ad esempio:

$ sudo apt-get update && sudo apt-get upgrade && sudo apt-get autoremove

Esiste anche un altro metodo, cioe’ separare i comandi con ; ma cio’ puo’ comportare il rischio di fare danni. Infatti i comandi separati da ; verranno tutti eseguiti sempre e comunque, mentre && passa al comando successivo solo se il precedente ha avuto esito positivo.

Un esempio dei danni che si possono fare utilizzando ; e’ presto detto: immaginiamo di voler decomprimere una directory compressa e poi di voler cancellare il file originale. Basta  commettere un errore nel digitare il nome/percorso della directory compressa e alla fine ci ritroveremo sia senza directory decompressa che senza directory compressa. In pratica, avremo perso i dati visto che la cancellazione da terminale non parcheggia i file nel cestino ma li elimina direttamente.